Il Corriere della Sera ci informa che duecento genitori hanno dicharato lo sciopero della retta, schierandosi a fianco del sindaco padano nel sostenere la linea "mangia solo chi paga". "Poichè la mensa e' un servizio"si legge nella petizione dei genitori presentata in Comune"non e' obbligatorio accedervi. Mentre e' obbligatorio pagare per mangiare. Cosi' o pagano tutti o non paga più nessuno".
Il primo cittadino di Adro, Lancini, cita Cesare Pavese: "Si fa l'elemosina per levarsi dinnanzi il miserabile che la chiede" e poi attacca : "Quell'imprenditore non ha risolto il problema, lo ha solo rimandato a settembre. E adesso altre 200 famiglie non pagheranno più la retta. I conti, alla fine, li mandero' tutti a quel sedicente benefattore".
Ognuno a diritto alle proprie opinioni. C'e' una cosa sola che vorrei segnalare: sentir citare Cesare Pavese, fuori contesto in questo modo, fa accapponare la pelle. Il signor Lancini l'ha studiato, Cesare Pavese, da ragazzo ? E' un po' come quando i leghisti vorrebbero il Nabucco come inno della Padania, ignorando completamente il fatto che Verdi era un acceso sostenitore delll'unità d' Italia.
venerdì 16 aprile 2010
Lo schiaffo morale
Il sindaco sospende il pranzo agli alunni della scuola materna ed elementare che non hanno pagato la retta e gli arretrati, e un cittadino invia un bonifico di 10mila euro per rimettere tutto a posto. Accade ad Adro nel bresciano dove l'amministrazione comunale ha ricevuto il versamento che ha saldato il debito accumulato dalle famiglie che avevano usufruito del servizio e per motivi diversi non avevano pagato la retta. L'anonimo benefattore – imprenditore agricolo - ha accompagnato il suo gesto da una lettera pubblicata dal sito del "Corriere della Sera" e che pubblichiamo qui sotto.
"Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L'albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.
È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che: non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona. So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, rna potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino...). Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".
Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell'amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano". Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (O quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? È già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI. Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA! I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce li volessero piu cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. È anche per questo che non ci sto. Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani. Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione.
In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno a vorranno pagare il costa della mensa residua resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa. Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo. Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di eredito c'e, ma solo per tutto il resto."
Un cittadino di Adro
"Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L'albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.
È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che: non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona. So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, rna potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino...). Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".
Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell'amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano". Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (O quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? È già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI. Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA! I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce li volessero piu cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. È anche per questo che non ci sto. Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani. Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione.
In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno a vorranno pagare il costa della mensa residua resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa. Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo. Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di eredito c'e, ma solo per tutto il resto."
Un cittadino di Adro
venerdì 25 dicembre 2009
Pomigliano non si tocca
Prendo raramente la metropolitana. Oggi però mi fa comodo così, devo andare in una zona della città dove è difficile parcheggiare. Sono al capolinea, ho già fatto il biglietto, sono già in galleria, aspetto il treno. Da un po' pero' si sentono, prima in lontananza poi sempre piu' vicini, voci e schiamazzi e suoni di fischetti. Poi scendono per le scale dei manifestanti che urlano qualcosa. Mi passano davanti. L'acustica della galleria non è un granchè, ci metto un po' a capire che dicono "Pomigliano non si tocca". Arriva qualche tutore dell'ordine. Io sono una natura paurosa. La galleria della metropolitana non è il posto migliore per rimanere presa in dei disordini. Scoppia qualcosa. Annuso: nè bombe nè lacrimogeni, solo un botto di Capodanno, ma basta per fare scattare tutti gli allarmi. I tutori dell'ordine sono in vigile attesa, i manifestanti pure, non si capisce bene se vogliono prendere la metropolitana o impedire alla metropolitana di funzionare. Gli utenti "laici", ad ogni buon conto, si tengono a rispettosa distanza, e il responsabili del servizio, ad ogni buon conto, si guardano bene dal fare arrivare il treno sulla banchina. Ho capito, me ne vado. Quello che devo fare lo farò domani. Pero'...sebbene io sappia che quello che stanno facendo è perfettamente inutile...e sebbene abbiano sconvolto i miei programmi per il giorno presente...la mia simpatia va inequivocabilmente a loro...tra poco anche loro saranno faccia a faccia con l'incertezza sul futuro...e, parliamoci chiaro, al di là di alcune parole di circostanza, a nessuno glie ne fregherà assolutamente un cazzo...la produzione verrà delocalizzata, con il silenzio assenso delle istituzioni. Un ulteriore tributo al dio denaro, e un'ulteriore prova che il genere umano, al di là delle chiacchiere, non è fondamentalmente buono. Colgo l'occasione per augurare a tutti un sereno Natale, in attesa che una mutazione genetica ci renda migliori, come specie e come individui....
domenica 18 ottobre 2009
Del perchè sono necessari gli studi clinici controllati (parte terza)
Il valore di p è la probabilità che abbiamo di sbagliare se rifiutiamo l'ipotesi che non vi sia alcuna differenza tra il dispositivo della signorina Bea e, poniamo, una ciotola con la sola acqua (ai fini della prevenzione delle malattie). Convenzionalmente, un risultato si considera statisticamente significativo (e quindi depone a favore dell'efficacia di un trattamento) quando il valore di p è inferiore a 0,05.
Del perchè sono necessari gli studi clinici controllati (parte seconda)
Ora, gli studi clinici controllati servono ad affermare, con un ragionevole grado di fiducia, che il beneficio riscontrato dalla signorina Bea non è dovuto al caso.
sabato 17 ottobre 2009
Del perchè sono necessari gli studi clinici controllati (parte prima)
La signorina Bea, organista della parrocchia, aveva ottant'anni e non era mai stata sposata. La apprezzavano tutti per la sua dolcezza e i modi gentili.
In un pomeriggio di primavera il parroco andò a farle visita e lei lo fece accomodare nel suo salotto in stile vittoriano mentre gli preparava una tazza di tè. Seduto di fronte al vecchio organo il giovane prelato notò che sopra vi era posata una ciotola di vetro piena d'acqua. Incredibilmente sulla superficie galleggiava un preservativo.
Immaginate la sorpresa e la curiosità del povero prete !!
Poi rientrò la padrona di casa con tè e pasticcini e cominciarono a chiacchierare. Il parroco per un po' cercò di reprimere la sua curiosità riguardo la ciotola e quello che ci galleggiava dentro, ma ben presto non resistette più e chiese:
"Signorina Bea, che cos'è quello ?" - indicando la ciotola. "Ah, già", lei rispose "non è meraviglioso? Stavo passeggiando in centro lo scorso autunno e ho trovato una scatolina per terra. Le istruzioni dicevano di metterlo sull'organo, tenerlo bagnato e avrebbe prevenuto le malattie. E sa una cosa ? Per tutto l'inverno non ho avuto neanche un raffreddore !!!".
In un pomeriggio di primavera il parroco andò a farle visita e lei lo fece accomodare nel suo salotto in stile vittoriano mentre gli preparava una tazza di tè. Seduto di fronte al vecchio organo il giovane prelato notò che sopra vi era posata una ciotola di vetro piena d'acqua. Incredibilmente sulla superficie galleggiava un preservativo.
Immaginate la sorpresa e la curiosità del povero prete !!
Poi rientrò la padrona di casa con tè e pasticcini e cominciarono a chiacchierare. Il parroco per un po' cercò di reprimere la sua curiosità riguardo la ciotola e quello che ci galleggiava dentro, ma ben presto non resistette più e chiese:
"Signorina Bea, che cos'è quello ?" - indicando la ciotola. "Ah, già", lei rispose "non è meraviglioso? Stavo passeggiando in centro lo scorso autunno e ho trovato una scatolina per terra. Le istruzioni dicevano di metterlo sull'organo, tenerlo bagnato e avrebbe prevenuto le malattie. E sa una cosa ? Per tutto l'inverno non ho avuto neanche un raffreddore !!!".
mercoledì 7 ottobre 2009
Il consulente di gestione
Pieno di energia e di voglia di fare, di rivoluzionare, di dare la sua impronta. Mi sembrò giusto per un nuovo Direttore. Quello uscente effettivamente si era un po’ spento, come dire ? non era più tanto motivato.
Poche settimane dopo l’insediamento, il Nostro mi disse testualmente: “Io la osserverò. Voglio vedere se è veramente degna della posizione che ricopre”. Anche questo mi sembrò giusto. Dopotutto, un Direttore esiste per questo.
E a onor del vero, mi dette anche un messaggio confortante. mi disse: “Se ha dei dubbi, venga pure da me. Io sarò il suo consulente di gestione”.
Passò del tempo. Un giorno mise la testa nella stanza. Mi disse “Lei è più una mamma o un manager ? Quando i centri di ricerca non fanno i pazienti previsti, i monitor Lei li deve sgridare”.
I monitor li conoscevo bene. A parte alcuni, anziani e stanchi, che erano già stati mandati via, gli altri avevano il coltello tra i denti. Avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di fare bella figura col management. Sgridarli sarebbe stato un insulto all’intelligenza mia e loro.
Spiegai al Direttore con pazienza: “I centri di ricerca non sono scelti dai monitor, ma da altre funzioni aziendali, sulla base di valutazioni che non hanno niente a che vedere con l’affidabilità. Se non fanno i pazienti previsti, i responsabili non sono i monitor”.
Il direttore mi guardò. Si vedeva che aveva fretta. Rispose brevemente : “Lo so, ma è un gioco delle parti”. E andò via.
Un brivido freddo mi percorse la schiena, al pensiero che magari molte aziende pullulavano di consulenti di gestione come lui.
Poche settimane dopo l’insediamento, il Nostro mi disse testualmente: “Io la osserverò. Voglio vedere se è veramente degna della posizione che ricopre”. Anche questo mi sembrò giusto. Dopotutto, un Direttore esiste per questo.
E a onor del vero, mi dette anche un messaggio confortante. mi disse: “Se ha dei dubbi, venga pure da me. Io sarò il suo consulente di gestione”.
Passò del tempo. Un giorno mise la testa nella stanza. Mi disse “Lei è più una mamma o un manager ? Quando i centri di ricerca non fanno i pazienti previsti, i monitor Lei li deve sgridare”.
I monitor li conoscevo bene. A parte alcuni, anziani e stanchi, che erano già stati mandati via, gli altri avevano il coltello tra i denti. Avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di fare bella figura col management. Sgridarli sarebbe stato un insulto all’intelligenza mia e loro.
Spiegai al Direttore con pazienza: “I centri di ricerca non sono scelti dai monitor, ma da altre funzioni aziendali, sulla base di valutazioni che non hanno niente a che vedere con l’affidabilità. Se non fanno i pazienti previsti, i responsabili non sono i monitor”.
Il direttore mi guardò. Si vedeva che aveva fretta. Rispose brevemente : “Lo so, ma è un gioco delle parti”. E andò via.
Un brivido freddo mi percorse la schiena, al pensiero che magari molte aziende pullulavano di consulenti di gestione come lui.
Iscriviti a:
Post (Atom)