venerdì 25 settembre 2009

Totalitarismo

Avevamo una bacheca vicino alla macchinetta del caffè. Le affissioni erano di vario tipo. C'erano le comunicazioni aziendali, ovvio. Ma c'era chi vendeva la macchina, chi affittava la casa del mare per due settimane, chi pubblicizzava la boutique dell'amica, chi cercava una badante per la mamma...la realtà che supera la fantasia.

C'erano anche strips di vario tipo. Le più frequenti erano di quelle di Dilbert. Sicuramente ce l'avete presente...l'impiegato con la testa allungata e con un cane come collega....mette alla berlina le grandi "corporates" basate in USA...appena imparo come si fa, magari metto una strip qui nel blog, ma intanto potete vedervele in rete. Un umorismo molto corrosivo, ma niente di inventato...pericolosamente vicino alla realtà.

Un tempo si diceva: una risata vi seppellirà. Temo non sia sia proprio vero, ma penso che qualcuno non si sentì tranquillo, perchè un giorno trovammo un avviso che campeggiava nella bacheca deserta. Recito testualmente:

"In relazione all'uso improprio verificatosi recentemente delle bacheche aziendali si stabilisce con effetto immediato il divieto di affissione di qualsivoglia comunicazione su detti spazi che, si ribadisce, sono di proprietà aziendale e finalizzati esclusivamente a comunicazioni di natura aziendale. Chiunque avesse specifiche ragioni per utilizzare detti spazi dovrà rivolgersi, preventivamente, alla direzione dei Servizi Generali per l'autorizzazione. L'azienda si riserva in ogni caso il diritto senza alcun preavviso di rimuovere qualunque comunicazione anche se preventivamente autorizzata."

Scripta volant, insomma. Niente più auto in vendita, case al mare in affitto, ma soprattutto niente più strips qualsivoglia!

Così il povero Dilbert se ne dovette andare...e dopo molto peregrinare, ha trovato il suo angolo qui. In quest'angolo Dilbert potrà rifocillarsi, e prepararsi, quando sarà il momento, ad abitare bacheche di altre aziende, dove si riterrà che la massima ricchezza venga dalla biodiversità dei punti di vista.

mercoledì 16 settembre 2009

La cessione di ramo d'azienda

Prima della sua tragica fine, il giuslavorista Biagi lavorò molto. Si occupò, per esempio, dei contratti a progetto e della cessione di ramo d’azienda.
Sono sicura che lo fece con le migliori intenzioni. ..immagino non potesse prevedere come questi strumenti sarebbero stati usati da persone in malafede…
Mi riferisco qui in particolare alla cessione di ramo d’azienda.

Un bel giorno, nella società dove lavoravo, l’intera Forza Vendite di una Business Unit venne ceduta a una società contenitore.
Per convincere i circa 150 informatori medico-scientifici a transitare senza fare storie venne dato loro il solito incentivo economico.
I sindacati dettero ampie rassicurazioni agli informatori, e la casa madre della filiale italiana, per agevolare la transazione, versò alla società contenitore, mi dicono, ben 16 milioni di euro.

Con 16 milioni di euro c’era di che pagare un bel po’ di stipendi…forse si poteva addirittura, indebitandosi, comprare un prodotto da promuovere ? perché purtroppo la società che aveva ceduto gli informatori non aveva ceduto alcun prodotto…mi immaginavo gli informatori che giravano su e giù per l’Italia, informando i medici sul Nulla.

Pochi mesi dopo, la società contenitore dichiarò fallimento, mandando in cassa integrazione i 150 informatori. Si sta ancora cercando di capire dove siano finiti i 16 milioni di euro. Voi pensate che verranno ritrovati ?

I manager della società contenitore sono in galera, e ipotizzo che appena usciranno, andranno a godersi il frutto della loro rapina….
Gli informatori cassaintegrati hanno aperto un blog…mi hanno colpito in particolare due degli pseudonimi usati…uno è “Aspide”, l’altro è “Hulk”…..

sabato 12 settembre 2009

Mobbing

Un giorno, del tutto inopinatamente, riorganizzarono alcune funzioni aziendali e a seguito di ciò una mia collega, che chiameremo A., si trovò a riportare ad un’altra collega, fino ad allora sua pari, che chiameremo B.
Fin qui niente di strano, succede tutti i giorni. E' il resto che forse merita un minimo di attenzione.
Dunque: B. è sempre stata una vera signora.
Spesso un ciondolo di Bulgari al collo. Domicilio in una delle zone più esclusive della città. Modi raffinati, mai una parola fuori posto.
Immaginate dunque la mia costernazione quando, passando in corridoio, sentii B. che urlava con A. Urlava istericamente! come una donna del popolo! come una donna del mercato! come una lavandaia! rimproverando A. per un lavoro svolto, a suo dire, in modo inaccettabile....
In tanti anni di lavoro in quell’azienda, era la prima volta che la sentivo urlare.
Non so quanto durò il cazziatone, perché mi allontanai rapidamente.
Contestualmente, incominciai a notare una deflessione nell’umore di B. Dopo un po’ le dissi: “è un po’ che non ti vedo più sorridere”. Mi rispose: “sei un’acuta osservatrice. Il fatto è che mi è morto il cane”.
Poco dopo, licenziarono A. all’improvviso, per necessità di ridimensionamento dell’organico. Le offrirono la solita cifra in cambio della rinuncia a fare causa all’azienda, e non la vedemmo mai più.
Poco dopo, come forse avete già letto, toccò a me. Io però gironzolai ancora un po’ nei paraggi dell’azienda. Incontrai un collega che era stato riporto diretto di A, poi era passato a riporto diretto di B ( e che adesso è fuori anche lui, ma questa è un’altra storia ). Seppi da lui le ragioni della propensione a strillare, ed anche dell’umore depresso, della signora col ciondolo di Bulgari…era stata costretta dal direttore, pena chissà quali ritorsioni, a rendere la vita impossibile alla povera A, nella speranza che desse le dimissioni, facendo risparmiare all'azienda la famosa cifra "pacificatrice". Aveva eseguito gli ordini, ma a prezzo della gioia di vivere….

giovedì 10 settembre 2009

La fusione

“Che cos’è una fusione ? Una fusione è il conflitto di due sistemi di potere atto a crearne un terzo, realizzata per finalità finanziarie. E’ concepita per creare valore, ma la creazione di valore è un concetto buono per gli azionisti, non per gli esseri umani che lavorano nelle aziende, per i quali una fusione è, al contrario, il trauma lavorativo più violento che possa essere loro inflitto …. poiché tutti sanno che l’unica garanzia concreta per creare valore sui mercati è la riduzione dei costi aziendali, e le riduzioni dei costi sono realizzate all’80% con tagli al personale. Il risultato più comune durante le fusioni è che una grande quantità di ottimi elementi lascia volontariamente il proprio incarico, prima ancora che la fusione sia compiuta; cosa che viene, in modo miope, considerata con favore, in quanto alleggerisce la successiva azione di taglio al personale, ma che invece rappresenta una perdita secca. Perché gli uomini e le donne che se ne vanno si portano dietro le proprie conoscenze e le proprie capacità tecniche, e a fronte del valore virtuale creato sul mercato, il risultato reale è uno spaventoso impoverimento. Ecco perché non si è ancora vista una sola grande fusione che non sia fallita, porca della madonna,nel giro di un anno o due” .
Così scrive Sandro Veronesi in “Caos Calmo”, finito di stampare nel maggio 2007.
Il 22 gennaio 2003, il direttore mondiale della ricerca dell’azienda dove lavoravo era … già d’accordo con Sandro Veronesi, infatti disse (e furono le sue esatte parole) “…the mega mergers are running out of steam”.
Lo disse in occasione di un incontro con i dipendenti, avvenuto durante una sua visita alla sede italiana.
Di conseguenza, quando, nel marzo del 2008, seppi che la mia ex azienda stava facendo una fusione, pensai subito che il direttore mondiale della ricerca avesse dato le dimissioni, per disaccordo con la strategia.
Immaginate la mia sorpresa: gli ex colleghi mi dicono che lui è ancora al suo posto.
Trattandosi di un orientale, pensavo che avrebbe avuto più a cuore la sua faccia…..
Ma riflettendo meglio ….forse lui conta sul fatto che le persone presenti a quel suo incontro con i dipendenti siano già tutte fuori…..ora che ci penso, anche la sede dell’incontro è stata dismessa…..