Pieno di energia e di voglia di fare, di rivoluzionare, di dare la sua impronta. Mi sembrò giusto per un nuovo Direttore. Quello uscente effettivamente si era un po’ spento, come dire ? non era più tanto motivato.
Poche settimane dopo l’insediamento, il Nostro mi disse testualmente: “Io la osserverò. Voglio vedere se è veramente degna della posizione che ricopre”. Anche questo mi sembrò giusto. Dopotutto, un Direttore esiste per questo.
E a onor del vero, mi dette anche un messaggio confortante. mi disse: “Se ha dei dubbi, venga pure da me. Io sarò il suo consulente di gestione”.
Passò del tempo. Un giorno mise la testa nella stanza. Mi disse “Lei è più una mamma o un manager ? Quando i centri di ricerca non fanno i pazienti previsti, i monitor Lei li deve sgridare”.
I monitor li conoscevo bene. A parte alcuni, anziani e stanchi, che erano già stati mandati via, gli altri avevano il coltello tra i denti. Avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di fare bella figura col management. Sgridarli sarebbe stato un insulto all’intelligenza mia e loro.
Spiegai al Direttore con pazienza: “I centri di ricerca non sono scelti dai monitor, ma da altre funzioni aziendali, sulla base di valutazioni che non hanno niente a che vedere con l’affidabilità. Se non fanno i pazienti previsti, i responsabili non sono i monitor”.
Il direttore mi guardò. Si vedeva che aveva fretta. Rispose brevemente : “Lo so, ma è un gioco delle parti”. E andò via.
Un brivido freddo mi percorse la schiena, al pensiero che magari molte aziende pullulavano di consulenti di gestione come lui.
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