domenica 18 ottobre 2009
Del perchè sono necessari gli studi clinici controllati (parte terza)
Il valore di p è la probabilità che abbiamo di sbagliare se rifiutiamo l'ipotesi che non vi sia alcuna differenza tra il dispositivo della signorina Bea e, poniamo, una ciotola con la sola acqua (ai fini della prevenzione delle malattie). Convenzionalmente, un risultato si considera statisticamente significativo (e quindi depone a favore dell'efficacia di un trattamento) quando il valore di p è inferiore a 0,05.
Del perchè sono necessari gli studi clinici controllati (parte seconda)
Ora, gli studi clinici controllati servono ad affermare, con un ragionevole grado di fiducia, che il beneficio riscontrato dalla signorina Bea non è dovuto al caso.
sabato 17 ottobre 2009
Del perchè sono necessari gli studi clinici controllati (parte prima)
La signorina Bea, organista della parrocchia, aveva ottant'anni e non era mai stata sposata. La apprezzavano tutti per la sua dolcezza e i modi gentili.
In un pomeriggio di primavera il parroco andò a farle visita e lei lo fece accomodare nel suo salotto in stile vittoriano mentre gli preparava una tazza di tè. Seduto di fronte al vecchio organo il giovane prelato notò che sopra vi era posata una ciotola di vetro piena d'acqua. Incredibilmente sulla superficie galleggiava un preservativo.
Immaginate la sorpresa e la curiosità del povero prete !!
Poi rientrò la padrona di casa con tè e pasticcini e cominciarono a chiacchierare. Il parroco per un po' cercò di reprimere la sua curiosità riguardo la ciotola e quello che ci galleggiava dentro, ma ben presto non resistette più e chiese:
"Signorina Bea, che cos'è quello ?" - indicando la ciotola. "Ah, già", lei rispose "non è meraviglioso? Stavo passeggiando in centro lo scorso autunno e ho trovato una scatolina per terra. Le istruzioni dicevano di metterlo sull'organo, tenerlo bagnato e avrebbe prevenuto le malattie. E sa una cosa ? Per tutto l'inverno non ho avuto neanche un raffreddore !!!".
In un pomeriggio di primavera il parroco andò a farle visita e lei lo fece accomodare nel suo salotto in stile vittoriano mentre gli preparava una tazza di tè. Seduto di fronte al vecchio organo il giovane prelato notò che sopra vi era posata una ciotola di vetro piena d'acqua. Incredibilmente sulla superficie galleggiava un preservativo.
Immaginate la sorpresa e la curiosità del povero prete !!
Poi rientrò la padrona di casa con tè e pasticcini e cominciarono a chiacchierare. Il parroco per un po' cercò di reprimere la sua curiosità riguardo la ciotola e quello che ci galleggiava dentro, ma ben presto non resistette più e chiese:
"Signorina Bea, che cos'è quello ?" - indicando la ciotola. "Ah, già", lei rispose "non è meraviglioso? Stavo passeggiando in centro lo scorso autunno e ho trovato una scatolina per terra. Le istruzioni dicevano di metterlo sull'organo, tenerlo bagnato e avrebbe prevenuto le malattie. E sa una cosa ? Per tutto l'inverno non ho avuto neanche un raffreddore !!!".
mercoledì 7 ottobre 2009
Il consulente di gestione
Pieno di energia e di voglia di fare, di rivoluzionare, di dare la sua impronta. Mi sembrò giusto per un nuovo Direttore. Quello uscente effettivamente si era un po’ spento, come dire ? non era più tanto motivato.
Poche settimane dopo l’insediamento, il Nostro mi disse testualmente: “Io la osserverò. Voglio vedere se è veramente degna della posizione che ricopre”. Anche questo mi sembrò giusto. Dopotutto, un Direttore esiste per questo.
E a onor del vero, mi dette anche un messaggio confortante. mi disse: “Se ha dei dubbi, venga pure da me. Io sarò il suo consulente di gestione”.
Passò del tempo. Un giorno mise la testa nella stanza. Mi disse “Lei è più una mamma o un manager ? Quando i centri di ricerca non fanno i pazienti previsti, i monitor Lei li deve sgridare”.
I monitor li conoscevo bene. A parte alcuni, anziani e stanchi, che erano già stati mandati via, gli altri avevano il coltello tra i denti. Avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di fare bella figura col management. Sgridarli sarebbe stato un insulto all’intelligenza mia e loro.
Spiegai al Direttore con pazienza: “I centri di ricerca non sono scelti dai monitor, ma da altre funzioni aziendali, sulla base di valutazioni che non hanno niente a che vedere con l’affidabilità. Se non fanno i pazienti previsti, i responsabili non sono i monitor”.
Il direttore mi guardò. Si vedeva che aveva fretta. Rispose brevemente : “Lo so, ma è un gioco delle parti”. E andò via.
Un brivido freddo mi percorse la schiena, al pensiero che magari molte aziende pullulavano di consulenti di gestione come lui.
Poche settimane dopo l’insediamento, il Nostro mi disse testualmente: “Io la osserverò. Voglio vedere se è veramente degna della posizione che ricopre”. Anche questo mi sembrò giusto. Dopotutto, un Direttore esiste per questo.
E a onor del vero, mi dette anche un messaggio confortante. mi disse: “Se ha dei dubbi, venga pure da me. Io sarò il suo consulente di gestione”.
Passò del tempo. Un giorno mise la testa nella stanza. Mi disse “Lei è più una mamma o un manager ? Quando i centri di ricerca non fanno i pazienti previsti, i monitor Lei li deve sgridare”.
I monitor li conoscevo bene. A parte alcuni, anziani e stanchi, che erano già stati mandati via, gli altri avevano il coltello tra i denti. Avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di fare bella figura col management. Sgridarli sarebbe stato un insulto all’intelligenza mia e loro.
Spiegai al Direttore con pazienza: “I centri di ricerca non sono scelti dai monitor, ma da altre funzioni aziendali, sulla base di valutazioni che non hanno niente a che vedere con l’affidabilità. Se non fanno i pazienti previsti, i responsabili non sono i monitor”.
Il direttore mi guardò. Si vedeva che aveva fretta. Rispose brevemente : “Lo so, ma è un gioco delle parti”. E andò via.
Un brivido freddo mi percorse la schiena, al pensiero che magari molte aziende pullulavano di consulenti di gestione come lui.
venerdì 2 ottobre 2009
Tengo famiglia
Parola d’ordine: contenimento dei costi. Dovevamo tutti trovare il modo di aiutare. In questo senso, l’azienda dove lavorava mio marito offriva parecchie idee che si potevano copiare.
Per esempio, anche loro dovevano fare spesso viaggi in macchina e si servivano spesso di automobili a noleggio. Però loro avevano capito che noleggiare una “macchina di reparto” per tutto il mese costava molto meno che noleggiarne varie “a giornata”.
Avevo sul tavolo di casa numerose fatture per noleggi giornalieri già richiesti dalla mia azienda. Volevo fare vari scenari di stima dei costi. Ne sarebbe venuta fuori una slide da presentare alla riunione successiva.
Mio marito passò di lì. Disse : “Ci dev’essere un errore. La mia azienda, nei noleggi giornalieri, paga la metà di questa cifra, per una macchina di categoria superiore”.
Ci guardammo. Ipotizzammo allora che il fornitore fosse diverso, invece era lo stesso. Solo, un’agenzia differente, perché situata in un altro punto della città.
Gloriosa e trionfante, andai dal capo. Gli suggerii che bastava andare dall’agenzia che serviva l’altra azienda, o rinegoziare il prezzo con l’agenzia vicina a noi.
Mi guardò a lungo, inespressivo. Si capiva che stava cercando le parole. Finalmente disse: “Ma sì, procedi pure. Tanto, la persona che ha in mano il servizio, qui da noi, starà in azienda ancora solo pochi anni. Quanto pensi che ti potrà danneggiare ? “
(Desidero sottolineare una cosa. Disse “procedi” , non “procediamo”.)
Come Alice nel paese delle meraviglie, mi resi conto solo allora della situazione. I capi americani ci chiedevano di risparmiare. I capi italiani, di fatto, ci impedivano di farlo. Non se ne fece nulla. Tengo famiglia. Teniamo tutti famiglia….
E così, posso dire di essere un po’ corresponsabile, se le cose a un certo punto sono andate di male in peggio. Avrei dovuto alzarmi e parlar chiaro, lottare per una gestione migliore…. certo, se avessi saputo allora che mi avrebbero cacciato via comunque, magari la soddisfazione di fare il Don Chisciotte me la sarei presa…
Per esempio, anche loro dovevano fare spesso viaggi in macchina e si servivano spesso di automobili a noleggio. Però loro avevano capito che noleggiare una “macchina di reparto” per tutto il mese costava molto meno che noleggiarne varie “a giornata”.
Avevo sul tavolo di casa numerose fatture per noleggi giornalieri già richiesti dalla mia azienda. Volevo fare vari scenari di stima dei costi. Ne sarebbe venuta fuori una slide da presentare alla riunione successiva.
Mio marito passò di lì. Disse : “Ci dev’essere un errore. La mia azienda, nei noleggi giornalieri, paga la metà di questa cifra, per una macchina di categoria superiore”.
Ci guardammo. Ipotizzammo allora che il fornitore fosse diverso, invece era lo stesso. Solo, un’agenzia differente, perché situata in un altro punto della città.
Gloriosa e trionfante, andai dal capo. Gli suggerii che bastava andare dall’agenzia che serviva l’altra azienda, o rinegoziare il prezzo con l’agenzia vicina a noi.
Mi guardò a lungo, inespressivo. Si capiva che stava cercando le parole. Finalmente disse: “Ma sì, procedi pure. Tanto, la persona che ha in mano il servizio, qui da noi, starà in azienda ancora solo pochi anni. Quanto pensi che ti potrà danneggiare ? “
(Desidero sottolineare una cosa. Disse “procedi” , non “procediamo”.)
Come Alice nel paese delle meraviglie, mi resi conto solo allora della situazione. I capi americani ci chiedevano di risparmiare. I capi italiani, di fatto, ci impedivano di farlo. Non se ne fece nulla. Tengo famiglia. Teniamo tutti famiglia….
E così, posso dire di essere un po’ corresponsabile, se le cose a un certo punto sono andate di male in peggio. Avrei dovuto alzarmi e parlar chiaro, lottare per una gestione migliore…. certo, se avessi saputo allora che mi avrebbero cacciato via comunque, magari la soddisfazione di fare il Don Chisciotte me la sarei presa…
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