Prima della sua tragica fine, il giuslavorista Biagi lavorò molto. Si occupò, per esempio, dei contratti a progetto e della cessione di ramo d’azienda.
Sono sicura che lo fece con le migliori intenzioni. ..immagino non potesse prevedere come questi strumenti sarebbero stati usati da persone in malafede…
Mi riferisco qui in particolare alla cessione di ramo d’azienda.
Un bel giorno, nella società dove lavoravo, l’intera Forza Vendite di una Business Unit venne ceduta a una società contenitore.
Per convincere i circa 150 informatori medico-scientifici a transitare senza fare storie venne dato loro il solito incentivo economico.
I sindacati dettero ampie rassicurazioni agli informatori, e la casa madre della filiale italiana, per agevolare la transazione, versò alla società contenitore, mi dicono, ben 16 milioni di euro.
Con 16 milioni di euro c’era di che pagare un bel po’ di stipendi…forse si poteva addirittura, indebitandosi, comprare un prodotto da promuovere ? perché purtroppo la società che aveva ceduto gli informatori non aveva ceduto alcun prodotto…mi immaginavo gli informatori che giravano su e giù per l’Italia, informando i medici sul Nulla.
Pochi mesi dopo, la società contenitore dichiarò fallimento, mandando in cassa integrazione i 150 informatori. Si sta ancora cercando di capire dove siano finiti i 16 milioni di euro. Voi pensate che verranno ritrovati ?
I manager della società contenitore sono in galera, e ipotizzo che appena usciranno, andranno a godersi il frutto della loro rapina….
Gli informatori cassaintegrati hanno aperto un blog…mi hanno colpito in particolare due degli pseudonimi usati…uno è “Aspide”, l’altro è “Hulk”…..
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Cara collega, ho trovato questo blog per caso. Ho molto apprezzato il tuo modo di esprimere, con dei "piccoli racconti di vita" una storia che, in fondo, è sicuramente una parte importante della storia della tua vita. Migliaia di informatori scientifici sono stati coinvolti nel dolore e nelle ingiustizie subiti da questa categoria di professionisti. Mi sono permesso di riprodurre sul mio media on line www.informatori.it l'ultimo tuo "racconto", invitando i miei lettori a leggere direttamente tutte le altre tue "riflessioni". Saremmo veramente lieti se un giorno volessi scrivere direttamente sul nostro media. In ogni caso ti siamo sempre vicini nel nostro quotidiano impegno a favore della categoria.
RispondiEliminaFrancesco Lupinacci
info@francescolupinacci.it
Che dire ? sono commossa. Teniamoci in contatto...
RispondiEliminaCon il tuo permesso vorrei continuare a pubblicare direttamente nella sezione "Editoriali e commenti" di informatori.it, andando a ritroso nel tempo, gli altri tuoi "racconti", nella certezza che aiuteranno molti a riflettere sugli aspetti e sui difetti delle persone e del settore.
RispondiEliminaFrancesco Lupinacci
info@francescolupinacci.it
certo che sì! un saluto, L.
RispondiEliminaNella rinnovata ma cieca sala riunioni il silenzio era rotto solo dal cigolio di alcune poltrone, nuove ma già provate dal moto provocato dal dondolio annuente della testa degli occupanti.
RispondiElimina"Qui lavorate poco, meno che in sud america".
Dondolio annuente, cigolio (Da,c).
"Qui siete troppi, più che in sud america".
Da,c.
"Qui mi dovete risolvere il problema altrimenti ne siete parte, come in sud america".
Da,c.
...
"Finalmente il problema è risolto, danno massime garanzie".
"Si può vedere il piano industriale?" chiese quello con la poltrona meno consumata dal Da,c.
"No".
ciao, collega...grazie del contributo, scritto splendidamente...ma da te non mi aspettavo niente di meno...un abbraccio, L.
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